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Tecnica Dry Brush: come creare sfumature ed effetti vissuti sui mobili

A volte basta davvero pochissimo colore per cambiare completamente l’aspetto di un mobile.

Il Dry Brush, letteralmente pennello asciutto, è una tecnica decorativa semplice ma estremamente versatile, che permette di creare sfumature, mettere in risalto modanature e dettagli e dare profondità a una superficie dipinta. Il principio è molto semplice: invece di caricare il pennello di pittura come faremmo normalmente, ne utilizziamo una quantità minima. Il pennello viene quasi completamente scaricato prima di toccare il mobile, lasciando sulla superficie soltanto leggere tracce di colore.

Ed è proprio questa apparente imperfezione a creare l’effetto: il colore sottostante rimane visibile, mentre quello applicato a pennello asciutto si deposita solo in alcuni punti creando movimento, profondità e un piacevole effetto vissuto.

Ma, come spesso accade nelle tecniche decorative, semplice non significa casuale.

Vediamo quindi come realizzare un Dry Brush e, soprattutto, come evitare gli errori più comuni.

Cos’è la tecnica del Dry Brush?

La tecnica del Dry Brush consiste nell’applicare una quantità molto ridotta di pittura utilizzando un pennello quasi asciutto, ma differenza di una normale mano di colore, lo scopo non è ottenere una superficie uniforme e coprente. Al contrario, vogliamo che il pennello lasci una traccia irregolare e leggera, permettendo al colore sottostante di continuare a vedersi.

Il risultato può cambiare moltissimo in base ai colori scelti e al modo in cui utilizziamo il pennello. Con due tonalità simili possiamo ottenere sfumature molto delicate, quasi impercettibili, utilizzando invece due colori fortemente contrastanti, l’effetto diventa molto più evidente e materico.

Su un mobile ricco di fregi, cornici o modanature, il Dry Brush può essere utilizzato soltanto sulle parti in rilievo per far emergere dettagli che con una tinta uniforme rischierebbero di scomparire. Non esiste quindi un solo “effetto Dry Brush”: è una tecnica che possiamo adattare allo stile e al carattere che vogliamo dare al nostro mobile.

Cosa serve?

Una delle cose belle di questa tecnica è che non richiede molti materiali. Servono principalmente: un mobile o un oggetto già preparato e dipinto, un secondo colore per creare l’effetto, un pennello, carta assorbente, cartone o uno straccio pulito su cui scaricare il colore e protettivo per la finitura finale.

La scelta del pennello dipende anche dal risultato che vogliamo ottenere. Un pennello morbido può creare passaggi più delicati e sfumati, mentre delle setole leggermente più rigide possono lasciare una pennellata più evidente e materica. Più del tipo di pennello, però, conta la quantità di pittura presente sulle setole.

Ed è qui che si gioca buona parte del risultato.

La scelta dei colori

Prima ancora di prendere il pennello, vale la pena decidere quale effetto vogliamo ottenere: se vogliamo soltanto dare movimento a una superficie troppo uniforme, possiamo scegliere una tonalità poco distante dal colore di base (su un grigio, per esempio, possiamo lavorare con un grigio più chiaro o con un bianco caldo. Su un beige possiamo utilizzare una tonalità avorio), se invece vogliamo un risultato più deciso possiamo aumentare il contrasto: un colore chiaro sopra una base scura farà emergere immediatamente ogni pennellata, così come una tonalità scura utilizzata sopra una base chiara. Non c’è una combinazione universalmente corretta.

Prima di iniziare, però, consigliamo sempre di fare una piccola prova su una tavoletta o in una zona poco visibile del mobile. Pochi minuti possono evitare parecchi ripensamenti dopo.

Come fare il Dry Brush passo dopo passo

Prepara il colore di base

La superficie deve essere pulita, preparata correttamente e completamente asciutta. Dipingi quindi il mobile con il colore che hai scelto come base e attendi la completa asciugatura prima di passare alla decorazione. Il Dry Brush sarà il secondo colore che andrà a sovrapporsi alla base.

Prendi pochissima pittura

Intingi soltanto leggermente la punta delle setole nel colore, non dobbiamo caricare il pennello come se dovessimo dipingere normalmente, anzi, se ti sembra di aver preso poca pittura, probabilmente sei sulla strada giusta.

Scarica il pennello

Questo è il passaggio fondamentale; passa più volte il pennello su un foglio di carta, un pezzo di cartone o uno straccio pulito finché la maggior parte della pittura non sarà stata eliminata e prova qualche pennellata. All’inizio vedrai una traccia piuttosto piena. Continuando a scaricare il pennello, la pennellata diventerà sempre più sottile, discontinua e “graffiata”. È quella che stiamo cercando. Il pennello non deve essere realmente privo di colore: deve semplicemente averne così poco da non riuscire più a creare una pennellata piena.

Sfiora la superficie

A questo punto passa il pennello sul mobile con movimenti leggeri, non premere, ma lascia quasi che siano soltanto le estremità delle setole a sfiorare la superficie. Meglio fare dieci passate leggere piuttosto che una troppo carica: aggiungere colore è facilissimo, toglierlo quando ne abbiamo messo troppo lo è decisamente meno.

Dove applicare il Dry Brush?

Cornici, spigoli, fregi, intagli e modanature sono punti perfetti su cui lavorare con il pennello asciutto. Passando delicatamente il pennello sopra un rilievo, infatti, il colore si depositerà soprattutto sulla sua parte più sporgente, mentre le zone più profonde manterranno maggiormente il colore di base e, improvvisamente, un dettaglio che prima quasi non si vedeva acquista profondità.

Possiamo anche concentrare l’effetto nelle zone che naturalmente sarebbero più soggette all’usura — bordi, angoli e parti sporgenti — se vogliamo ottenere un aspetto più vissuto. L’importante è evitare di creare uno schema troppo regolare. Un mobile invecchiato naturalmente non presenta la stessa identica usura in ogni punto.

Dry Brush leggero o effetto più marcato?

La stessa tecnica può produrre risultati completamente diversi: per un Dry Brush leggero, scarichiamo moltissimo il pennello e utilizziamo pochissima pressione. Il secondo colore sarà quasi una velatura e servirà soprattutto a dare profondità. Per un effetto più deciso, invece, possiamo lasciare leggermente più pittura sulle setole e ripetere le passate in alcune zone.

Ma c’è una regola che consigliamo di seguire soprattutto le prime volte: parti sempre dal meno.

Possiamo intensificare l’effetto quando vogliamo. Tornare indietro dopo aver coperto troppo la base è molto più complicato.

Dry Brush e Decapè: qual è la differenza?

A prima vista i due effetti possono sembrare simili perché entrambi permettono di creare mobili dall’aspetto vissuto, ma il procedimento è differente: nel Dry Brush aggiungiamo colore: depositiamo piccole quantità di una seconda tonalità sopra quella esistente, mentre nel Decapè lavoriamo soprattutto sull’usura della superficie per far riaffiorare ciò che si trova sotto.

Il risultato può ricordarsi in alcuni casi, ma il modo in cui lo otteniamo è completamente diverso. Le due tecniche possono anche convivere nello stesso progetto e creare effetti molto interessanti.

La protezione finale

Quando siamo soddisfatti del risultato, lasciamo asciugare completamente la pittura. A quel punto possiamo proteggere il lavoro con il prodotto più adatto al mobile e all’utilizzo che ne verrà fatto: una cera può essere perfetta per alcuni progetti decorativi, mentre un protettivo più resistente è preferibile sulle superfici sottoposte a maggiore utilizzo.

La protezione finale non serve soltanto a preservare la decorazione: spesso aiuta anche ad armonizzare visivamente i diversi passaggi di colore.

Una tecnica semplice che lascia spazio alla creatività

Il Dry Brush è una di quelle tecniche che si imparano soprattutto facendole. All’inizio ci si concentra moltissimo sulla quantità di pittura, sulla pressione del pennello e sulla direzione delle pennellate, ma dopo un po’, il gesto diventa naturale. Ed è proprio allora che diventa interessante sperimentare.

Possiamo utilizzarlo per far emergere un fregio, ammorbidire un colore troppo uniforme, creare profondità, simulare leggere usure oppure sovrapporre più tonalità fino a ottenere una superficie completamente personale. Non servono regole complicate: poca pittura, mano leggera e la pazienza di fermarsi ogni tanto a guardare il mobile da qualche passo di distanza.

Il resto lo farà il pennello.

Guarda la tecnica in pratica

Se vuoi vedere concretamente il movimento del pennello e la quantità di colore utilizzata, qui sotto trovi un nostro vecchio video dedicato proprio alla tecnica del Dry Brush. Lo abbiamo registrato quando il nostro laboratorio si trovava ancora a Valencia, quindi il video è in spagnolo. Attivando i sottotitoli automatici di YouTube è comunque possibile seguirlo anche in italiano. E, a distanza di qualche anno, il principio non è cambiato: scarica bene il pennello e lascia che sia il mobile a suggerirti dove fermarti.

Buon lavoro e buon divertimento!

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