“I vecchi tempi”
All’inizio del XIX secolo, la vita era molto diversa. L’aria era più pulita, l’industria era ancora confinata alle grandi città, il cibo non era contaminato come oggi, frutta e verdura crescevano naturalmente, senza additivi chimici, e gli alberi fornivano legname abbondante e sano.
L’agricoltura e l’artigianato erano la fonte di sostentamento per la maggior parte delle famiglie. Era l’epoca dei nostri nonni e bisnonni. Non erano tempi di grande ricchezza; non ci si poteva permettere di buttare via il poco denaro disponibile, quindi tutto ciò che veniva costruito nelle officine era solido e robusto, in grado di resistere alla vita quotidiana e al passare del tempo. Forse erano mal progettati, ma di buona qualità.
Una nuova coscienza

È così che è nata la maggior parte dei mobili che troviamo oggi nelle vecchie case di paese, nascosti nei ripostigli, dimenticati in un angolo della soffitta, in attesa di essere consumati dai tarli o gettati nella spazzatura.
Questi mobili rappresentano in realtà un vero e proprio tesoro che la maggior parte delle persone “moderne” non sa apprezzare, ma fortunatamente le cose stanno cambiando.
Sta emergendo una nuova consapevolezza, un rispetto per il nostro povero mondo, stanco di questa eccessiva sovrapproduzione di ogni cosa e bisognoso di liberarsi di tanta spazzatura inutile. Riciclare ciò che ancora serve al suo scopo originale è nostro dovere per preservare il nostro habitat. Ma i tempi cambiano, le mode e i gusti cambiano, quindi se non vogliamo buttare via nulla, ma non vogliamo nemmeno rinunciare a una bella casa, quello che possiamo fare è RISTRUTTURARE ciò che già abbiamo.
Il restyling non è una moda passeggera

Ma attenzione: il restyling non è una moda passeggera! Il restyling dovrebbe essere obbligatorio!
Molte persone oggi preferiscono buttare via i vecchi mobili e comprare tutto nuovo. Non si rendono conto che tutto ciò che viene prodotto oggi è progettato per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, il massimo profitto con il minimo costo. Stiamo parlando di mobili di design presumibilmente “economici” di qualità molto, molto bassa, o di mobili costosi ma comunque di bassa qualità. I mobili che spesso si vogliono buttare via sono quelli dei genitori o dei nonni, quindi poniamoci una domanda: crediamo che ciò che compriamo ora entrerà a far parte dell’eredità dei nostri nipoti? Probabilmente no, lo sappiamo già!
Quindi, perché non sfruttare ciò che già abbiamo dandogli una seconda possibilità? Possiamo anche essere certi che se sono arrivati fin qui, dureranno sicuramente molti anni ancora, ma con risultati ancora migliori!
Un luogo comune tra i clienti che ci affidano i loro lavori è che non gli piacciono più i mobili perché sono troppo scuri. È vero, ma se sono in buone condizioni, non è un motivo per buttarli via o sostituirli. Ammettiamo spesso che non sia facile convincere gli altri che ristrutturare sia una buona soluzione, ma quando vedono il lavoro finito, non se ne pentono mai e sono quasi sempre incoraggiati a continuare a ristrutturare ciò che già possiedono.
Rinnovare non deve essere un capriccio

Insomma, come abbiamo detto, RISTRUTTURARE non deve essere per forza un capriccio o una moda passeggera, ma una necessità, un miglioramento di qualcosa che non ci piace più, un cimelio di famiglia o semplicemente un BUON PEZZO di arredamento ormai fuori moda e magari di scarso valore economico, ma che mantiene la sua funzionalità.











