Ci sono mobili che acquistano fascino proprio quando mostrano i segni del tempo: bordi consumati, colori che lasciano intravedere lo strato sottostante, piccoli contrasti che raccontano una storia: è proprio questo il bello della tecnica decapè, uno degli effetti che più amiamo quando vogliamo dare a un mobile un aspetto vissuto, senza nascondere completamente ciò che c’era prima.
Realizzarlo non è difficile. Il vero segreto, però, è sapere dove fermarsi: un buon decapè deve sembrare creato dal tempo e dall’uso, non dalla carta vetrata.
Vediamo insieme come fare.

Cos’è la tecnica decapè?
Il decapè è una tecnica decorativa utilizzata per creare sulla superficie di un mobile un effetto consumato e invecchiato. Il principio è piuttosto semplice: si sovrappongono colori differenti e si interviene successivamente su alcune zone della superficie, facendo riaffiorare il colore sottostante o, in alcuni casi, il legno.
Il risultato non deve essere uniforme. Ed è proprio questa irregolarità a rendere interessante il decapè: spigoli, modanature e parti maggiormente esposte sembrano essersi consumati naturalmente con il passare degli anni.
È una tecnica particolarmente adatta ai mobili in stile shabby, country e vintage, ma può essere utilizzata anche su cornici, mensole, testiere, porte e tanti altri oggetti d’arredo.

Cosa serve
Per realizzare un effetto decapè occorrono pochi materiali:
* il mobile o l’oggetto che vogliamo trasformare
* due colori, uno per la base e uno per la finitura
* carta abrasiva o spugna abrasiva
* pennello
* un panno per eliminare la polvere
* un protettivo trasparente per la finitura
Noi utilizziamo le nostre Shabby Chalk Paint per creare i diversi strati di colore e, alla fine del lavoro, X-Protect per proteggere la superficie.
Prima di iniziare: scegliamo i colori
La scelta dei colori è una delle parti più divertenti e perché l’effetto decapè sia visibile dobbiamo avere uno strato inferiore che possa riaffiorare sotto quello superiore.
Possiamo creare un contrasto deciso — per esempio una base scura sotto un colore chiaro — oppure scegliere due tonalità più vicine tra loro per ottenere un risultato delicato. Non esiste una combinazione giusta in assoluto.
Dipende dal mobile, dallo stile che vogliamo ottenere e soprattutto da quanto desideriamo rendere evidente l’effetto vissuto. Se il mobile ha già un colore che ci piace, possiamo anche decidere di conservarlo come base e applicare sopra soltanto il nuovo colore.

Preparare il mobile
Prima di dipingere, la superficie deve essere pulita, asciutta e priva di grasso o polvere (un misto di acqua calda, ammoniaca e bicarbonato possono creare il “detergente” perfetto per questo scopo). Questa fase può sembrare poco interessante, ma è una delle più importanti: una buona preparazione aiuta la pittura ad aderire correttamente e rende più semplice tutto il lavoro successivo.
Se il mobile presenta parti rovinate, vernice che si stacca o superfici particolarmente irregolari, interveniamo prima di iniziare la decorazione. Una volta preparato il fondo possiamo applicare il colore scelto come base e lasciarlo asciugare completamente. Successivamente applichiamo il colore di finitura.
Come realizzare l’effetto decapè
Quando l’ultimo strato di colore è completamente asciutto arriva il momento più bello: creare le usure. Con carta abrasiva o una spugna abrasiva iniziamo a lavorare delicatamente sulla superficie, rimuovendo parte dell’ultimo colore fino a far comparire quello sottostante.
Il nostro consiglio è semplice: partite sempre con poco.
È molto più facile aumentare gradualmente l’effetto che cercare di rimediare dopo aver eliminato troppa pittura; fermatevi ogni tanto, allontanatevi dal mobile e guardatelo nel suo insieme. Questo piccolo gesto aiuta tantissimo a capire se l’effetto è equilibrato.

Dove carteggiare per ottenere un effetto naturale?
Questa è probabilmente la parte più importante di tutto il lavoro. Quando realizziamo un decapè cerchiamo di immaginare come quel mobile si sarebbe consumato davvero nel corso degli anni.
Per questo insistiamo soprattutto sugli spigoli, sui bordi, sulle modanature e parti in rilievo, intorno alle maniglie, sugli angoli. Insomma: nei punti che normalmente vengono toccati più spesso.
Evitiamo invece di creare abrasioni identiche e distribuite in modo troppo regolare su tutta la superficie, il tempo non consuma un mobile con il righello. Ed è proprio questa piccola imperfezione a rendere credibile il risultato.
Decapè leggero o molto vissuto?
Qui entra in gioco soprattutto il gusto personale; possiamo limitarci a qualche piccola usura sugli spigoli per ottenere un mobile elegante e delicatamente vissuto, oppure possiamo accentuare maggiormente il contrasto, lasciando emergere il colore sottostante in più punti per ottenere un effetto rustico e deciso.
Noi consigliamo sempre di osservare il mobile prima di decidere. Una cornice ricca di modanature, per esempio, permette di giocare molto con le parti in rilievo, mentre su un mobile dalle linee semplici spesso sono sufficienti pochi punti ben scelti.
L’obiettivo non è mostrare quanto abbiamo carteggiato, ma fare in modo che sembri che sia stato il tempo a farlo.

Proteggere il lavoro
Quando siamo soddisfatti del risultato eliminiamo accuratamente tutta la polvere prodotta dalla carteggiatura: a questo punto il mobile deve essere protetto.
Noi utilizziamo X-Protect trasparente, che permette di proteggere la pittura e l’effetto appena realizzato senza perdere il carattere del mobile; la protezione è particolarmente importante sui mobili destinati all’uso quotidiano, perché aiuta a preservare nel tempo il lavoro che abbiamo appena fatto.
Un ultimo consiglio dal nostro laboratorio
Non cercate la perfezione. Quando si lavora su un mobile vecchio, piccole irregolarità, segni e differenze fanno parte del suo carattere. Il decapè funziona proprio perché non vuole far sembrare nuovo ciò che è vecchio: vuole valorizzarne la storia.
Ed è anche uno dei motivi per cui amiamo tanto questa tecnica.
Recuperare un mobile non significa cancellare tutto quello che è stato. A volte basta cambiare colore, lasciare riaffiorare qualche traccia del passato e dargli la possibilità di raccontare una storia nuova.
Guarda il nostro tutorial sulla tecnica decapè
Se vuoi vedere il procedimento, qui sotto trovi uno dei nostri video dedicati alla tecnica decapè. Il video è in spagnolo perché lo abbiamo realizzato quando il nostro laboratorio si trovava ancora a Valencia: un piccolo pezzo della storia di BB Vintage Decor che abbiamo deciso di conservare. Puoi attivare i sottotitoli di YouTube per seguirlo più facilmente.
Buon lavoro… e soprattutto buon recupero!












